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Marco Cosatto è protagonista del capitolo 11 della rubrica Human Code. Classe 1983, Marco è il DevSecOps Lead di MOLO17 e, non solo. 

Poliedrico, con un’esperienza unica in ambito informatico e da tecnico di radiologia medica, è uno dei professionisti di livello senior team.

Marco Cosatto in MOLO17
2020 – Marco Cosatto oggi

Marco Cosatto: le origini

Sebbene io non sia un nativo digitale, in realtà lo sono lo stesso. Mio padre si è sempre occupato per lavoro di informatica, è un ingegnere civile. Ho avuto contatti con i primi personal computer già all’inizio degli anni ‘80. Quindi i primi computer dai Commodore 64 agli m24 Olivetti sono tutti passati per casa mia. Ho imparato anche a leggere e scrivere su un Commodore 64, tant’è che la mia scrittura normale è assolutamente da gallinaccio. Questo perché per me è un gesto totalmente innaturale.

  • Marco Cosatto kid
  • Commodore 64
  • m24 Olivetti
  • Marco Cosatto Commodore Amiga 500 Plus

Le scuole

Alle elementari, un altro aneddoto interessante, mi ero appassionato alla realtà virtuale. All’epoca costruivo già sistemi ottici per poter montare schermi sul capo, costruire di fatto in casa dei caschi virtuali. Una volta ero riuscito a costruire un sistema ottico, che funzionava un po’ come un cardboard di Google, al quale avevo montato un Game Gear all’interno. Era una console portatile all’interno della Sega Master System.
Il Game Gear assomiglia a una PSP con un schermo più piccolo e molto più pesante. Lo avevo montato sul capo e lo avevo usato come un visore, visto che aveva una funzionalità simile a TV Tuner che ti consentiva di guardare la TV analogica. Al posto della cartuccia di gioco avevo messo quella del TV Tuner,  e l’avevo collegato al computer tramite un convertitore VGA/PAL, così poi da mandare le immagini del computer su questo schermo.

Marco decide fin da subito, dopo le scuole dell’obbligo, di studiare al liceo classico.

Ho preferito gli studi classici perché la parte tecnologica me la studiavo per conto mio. La mia scelta è stata il liceo classico, indirizzo matematico, a Cividale. Ho sempre avuto un maggior rispetto per la formazione classica rispetto a quella tecnica. 

Marco laptop
Marco con il suo laptop

Marco che studente era a scuola? Era uno studente sempre annoiato, sempre in cerca di altro. 

Le scuole le ho trovate fortemente noiose. Non vorrei che sembrasse una cosa estremamente spocchiosa da parte mia, ma ho iniziato ad annoiarmi alle elementari. Ero considerato una specie di enfant prodige e quindi tutto quello che si a fa scuola, tendenzialmente io lo avevo già imparato a casa. Io e i miei genitori, facevamo conversazione in inglese prima che andassi all’asilo. Mia madre ha fatto tutta la vita l’insegnante di storia, italiano e storia dell’arte. Per cui alla fine tutta la parte umanistica l’ho preparata con lei. Peraltro aveva un ricordo ancora fortissimo di greco e latino, come se dovesse fare il compito in classe domani. Quindi è sempre stata lei la mia prima insegnante. Tanto sapere viene da lei, quanto la parte scientifica-tecnica sicuramente l’ho appresa da mio padre, che aveva anche una forte passione per la storia. I miei genitori, delle volte, avevano delle discussioni molto accese per le interpretazioni dei periodi storici.

La casa di famiglia

Un contesto familiare culturalmente vivace dunque. Friulano doc, Marco Cosatto vive a Passons di Udine, a dieci minuti, racconta, dall’ospedale dove è nato, e dove oggi vive con la sua famiglia.

Io vivo in una grande casa, la casa della famiglia dal 1912. Eravamo in sei: io, i miei genitori, i miei nonni paterni e la sorella di mio padre, che poi si è sposata. Mio nonno è morto presto, purtroppo, ero alle elementari, ma ho avuto modo di imparare da lui la manualità. Viene da lui, la mia abilità di aggiustare le cose per diagnosticare cosa non va. Lui era fondamentalmente come MacGyver. Era una cosa incredibile, se rompevo un giocattolo, quando tornavo a casa dall’asilo, lo trovavo aggiustato.
Mia nonna è stata una sarta, anche di lei ho ricordi molto vividi. Da lei ho imparato tante cose, pur essendo stato molto piccolo, proprio perché ero molto più sveglio di testa da bambino che adesso, probabilmente. Ho insegnato io a mia mamma ad usare la macchina da cucire, solo perché ho visto mia nonna lavorarci tutte le mattine.
Questo per dire che il mio nucleo familiare mi ha dato tanto ed era ricco di stimoli, molti di più di quelli che ho poi trovato all’interno della sfera scolastica.

  • Foto Marco casa famiglia
  • Casa di Marco
  • Marco con suo nonno

Studi Universitari

Dopo il diploma, Marco decide di proseguire gli studi andando all’università. 

All’epoca ho provato diverse facoltà, perché ero molto poliedrico e avevo già molti interessi. All’inizio mi sono iscritto a Giurisprudenza a Udine nel 2002. In seguito ho cambiato facoltà, studiando informatica per un’anno e mezzo. Poi, iniziando con qualche lavoretto da freelancer informatico, grazie a contratti a progetto, ho deciso di lasciare gli studi. Ho sempre continuato però in privato la mia formazione professionale.

Le esperienze lavorative di Marco Cosatto

In seguito, tra il 2006 e il 2007, mi sono trasferito e sono andato a lavorare in uno studio legale a Trento, in qualità di tecnico informatico e sistemista. Mi occupavo dei server, dei PC client, dei fornitori IT e di problemi tecnologici di varia natura. Tornavo in Friuli nel weekend per vedere gli amici. Avrei stretto più avanti amicizie a Trento ma per una diversa via, grazie ai giochi online.

Nel 2008 Marco Cosatto torna in patria e vuole affermarsi come professionista del settore, decidendo di aprire, non subito, la partita iva. 

Ho trovato il mio ruolo nel mercato del lavoro come consulente. Ero conosciuto come colui che risolve i casi difficili e “sfidanti”.   

La svolta

Poi è successa una cosa: ho preso un cane, Nemo. 
Quel cane purtroppo ha avuto un problema. Un giorno, salendo su un muretto, di punto in bianco si è accasciato a terra urlando, ed ha perso l’uso delle zampe posteriori. Ho richiesto un’indagine radiologica per sapere cosa poteva essergli successo. I Golden Retriever geneticamente sono predisposti per contrarre la displasia dell’anca, ma era comunque strano. In questo caso Nemo però aveva perso completamente la sensibilità delle zampe posteriori. Grazie poi ad una cura veterinaria di cortisone ha ripreso buona parte delle mobilità posteriore.

E questo come si collega alla sua carriera? In quell’occasione Marco scopre quanto l’informatica è collegata alla radio diagnostica, grazie ai raggi fatti al suo cane nell’ambulatorio veterinario.

In quell’occasione ho scoperto quanto l’informatica è collegata alla radio diagnostica. Mi sono poi informato, tramite amici di famiglia collegati con l’università di Udine, cosa si potesse studiare che avesse come collegamento l’informatica e la radiologia. Computer e sanità sono interrelati più di quanto mi aspettassi, così ho avuto lo spunto per prendere la laurea che non avevo mai conseguito.

Di fatto Marco deve ringraziare Nemo per la sua laurea. La bomboniera di laurea? Un mini radiogramma dell’anca del suo cane e i confetti rossi. Nemo è anche comparso nella sua tesi di laurea come esempio di caso radiologico.

  • Marco e Nemo
  • Nemo Marco
  • Bomboniera di laurea
  • XRay Nemo

Laurea in Tecniche di Radiologia Medica, per Immagini e Radioterapia

Tornando però un passo indietro, Marco ritorna a studiare nel 2011, questa volta quindi alla facoltà di Tecniche di Radiologia Medica, per Immagini e Radioterapia a Udine

Mi è piaciuto molto questo percorso. Rispetto alla vita di un consulente, è una vita diversa, a cavallo tra un militare e uno studioso. Nelle sessioni di esami facevi in contemporanea i tirocini. Tra il primo e il terzo anno ho svolto tirocini in diversi ospedali: all’Ospedale di Udine e San Vito, all’Ospedale Civile di Pordenone e al Cro di Aviano.

Tesi di laurea di Marco Cosatto

Nel 2015 Marco si laurea ufficialmente con una tesi costruita su un tipico strumento che si usa per la formazione on-line in ambito radiologico. 

Uno degli scopi del tecnico di radiologia è anche quello di organizzare i corsi di laurea e di diffondere la conoscenza sanitaria. La mia tesi era dunque legata anche alla formazione dei futuri tecnici. Quindi quello che avevo pensato per l’Università di Udine, era una serie di strumenti che consentissero la gestione del corso in modalità ibrida. Prevedeva una formazione frontale parziale on-line tramite l’utilizzo di chat e  di altri strumenti di integrazione e di gamification, aumentando engagement degli studenti del corso.

  • Laurea Marco Cosatto
  • Laurea Marco Cosatto
  • Laurea Marco

Marco Cosatto viene anche citato tra i ringraziamenti in una ricerca universitaria pubblicata da alcuni suoi docenti.

Ho avuto anche i ringraziamenti su una rivista di matematica clinica da parte di due miei professori, per la realizzazione di un wrapper in php per i loro calcoli in Matlab. Essenzialmente era un’interfaccia grafica al motore che aveva scritto uno dei due professori, autori di questo articolo. L’interfaccia era funzionale a dimostrare che la loro tesi, che utilizzava la logica Fuzzy, era utile per valutare le performance del medico radiologo.

Il ritorno di fiamma con l’informatica

Dopo la laurea, la carriera di Marco sembra ritrovare una vecchia strada: ritorna alla sua vecchia passione, l’informatica.

Avrei dovuto provare dei concorsi e cercare di entrare in ambito radiologico, invece no. Tra un tutor e l’altro, alla fine mi sono costruito un portafoglio clienti di nuovo in ambito informatico. Successivamente, una delle aziende per cui lavoravo allora come consulente, mi ha fatto conoscere MOLO17, che era stata ingaggiata sullo stesso progetto a cui lavoravo. Con il passaparola, anche grazie ai miei tutor, sono quindi arrivato fino a qui.

L’arrivo di Marco Cosatto in MOLO17

Ricordo ancora la prima call che ho fatto con MOLO17 nel 2018: c’erano Daniele Angeli, Francesco Furlan e Mattia Fioraso. L’azienda si era presentata come fornitore per il software del progetto, il mio ruolo invece era quello di progettazione dell’infrastruttura.
MOLO17 ha iniziato poi a commissionarmi dei lavori e poi Daniele mi ha chiesto cosa volessi fare in futuro.
E io gli ho detto: “Sediamoci e parliamone”.

2018 - Marco Cosatto
2018 – Marco Cosatto

Marco Cosatto inizia così a lavorare ufficialmente in MOLO17, nel gennaio del 2018.

Mi sono subito innamorato di MOLO17. L’azienda che ho conosciuto è un’azienda che lavora bene, che è un’eccezione e un’eccellenza nel contesto informatico italiano. Bello perché ha attenzione alla qualità, attitudine che non c’è normalmente nelle altre aziende. Investe in nuove tecniche e tecnologie, piuttosto che di rimanere statica su quelle classiche. C’è innovazione e umanità. Più che come un’azienda, mi pareva fosse gestita come uno studio di professionisti, nonostante tutti fossero dipendenti.

Progetti

Il primo progetto in cui sono stato coinvolto è stato di IoT in Canada. Abbiamo lavorato, spedendo in Canada delle macchine di un partner di MOLO17 per l’hardware IoT industriale, su una nuova linea di produzione della società Vision Group. Vision Group è un fornitore di estrusi di plastica che stava progettando la sua nuova linea di produzione, parte di un progetto di ben 300 nuove linee. All’epoca avevamo iniziato fin da subito a collaborare in qualità di esperti anche con TÜV NORD, per le certificazioni in ambito cyber security relativa ai dispositivi per il mondo IoT industriale.

Marco Cosatto di MOLO17 all'evento Vision Garden presso il TEDx Castelfranco Veneto
Marco Cosatto al Vision Garden

Oggi Marco Cosatto in MOLO17 è Lead DevSecOps. Si occupa delle integrazioni, delle infrastrutture Cloud, della continous integrations, delle catene di sviluppo e di deployment negli ambienti di produzione e di test degli applicativi sviluppati da MOLO17.

Oltre alla gestione, mi sono occupato anche della progettazione e della creazione di infrastrutture Cloud, con tool automatici. Tutto questo per evitare l’errore umano e rendere più automatizzato il flusso che porta dalla scrittura del codice. Un po’ come nell’ambito sanitario, insomma. La sanità ha mutato la gestione del rischio e i relativi paradigmi dall’aeronautica, copiando ad esempio il concetto di check list dei voli aerei.  
Ci sono delle azioni da cui non c’è ritorno e il rischio è massimo, come durante il decollo in aereo. Se non hai fatto tutto come da protocollo per andare in quota e se non hai quello che ti serve per scendere, c’è un problema non più risolvibile. La stessa cosa succede quando fai certe procedure sul paziente. Ho sempre pensato che sarebbe una grandiosa conquista se, come la Sanità ha imparato dall’Aeronautica, l’informatica imparasse dalla sanità.

Esperto e docente di cyber security

Al momento in merito alla cyber security, Marco sta proseguendo la collaborazione in qualità anche di docente con TÜV NORD

Marco Cosatto e Giovanni Trezzi di MOLO17 al Corso IEC 62443 presso Pilz Italia
2019 – Corso IEC 62443

Siamo partner tecnologici di TÜV NORD per la normativa IEC 62443.
La IEC 62443 è una normativa di cyber security, votata a quello che è l’ambito dell’industria 4.0. All’interno di questo contesto, per fermare i deployment “selvaggi” negli ultimi anni per raccogliere dati delle macchine industriali, è stata promulgata questa normativa di richiesta certificazione. 
Questa certificazione indica quali sono le best practices nel creare un’infrastruttura informatica all’interno di plant industriali. Mi sono occupato degli accertamenti, dall’area di produzione fino ad arrivare all’interconnessione con la parte ufficio, in sede di certificazione e di gap assessment. MOLO17, infatti, fornisce servizi di consulenza in qualità di esperti di cyber security, a TÜV NORD, garante della normativa ed ente di certificazione di diversi prodotti in ambito industriale.

Il prossimo corso Industria Cyber-Risk Aware, organizzato da TÜV NORD, che vedrà Marco Cosatto come relatore, si terrà mercoledì 18 marzo 2020 a Milano. L’evento sarà dedicato alle aziende 4.0, ai loro manager, tecnici e operatori del settore.

Locandina evento con TÜV NORD organizzato con MOLO17
Locandina evento con TÜV NORD

Marco Cosatto prosegue:

Prima ancora di iniziare un iter certificativo o dopo averlo affrontato, per esempio per rendere nota o per mantenere la certificazione, teniamo dei corsi che spiegano la normativa nel dettaglio. Ci capita di andare anche in consulenza, tramite TÜV NORD e non solo, per delle aziende che hanno subito violazioni o hanno potenzialmente problematiche di sicurezza informatica.

Sempre nell’ambito, Marco è stato coinvolto in diversi corsi anche con il Polo Tecnologico di Pordenone. Il suo ultimo intervento è stato all’evento Ufficio 4.0 lo scorso novembre. In merito è uscito anche un articolo dedicato Ufficio 4.0: security and quality life.

Marco Cosatto di MOLO17 all'evento Ufficio 4.0 in Villa Cattaneo POLO Young
2019 – Evento Ufficio 4.0 al Polo Tecnologico di Pordenone

Progettazione uffici MOLO17

Sempre parlando di reti aziendali, Marco Cosatto ha collaborato anche alla progettazione e realizzazione delle infrastrutture informatiche e di automazione della nuova sede di MOLO17 a Cordenons. Scopri l’articolo The Lighthouse and the pendulum.

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2019 – Video introduttivo The Lighthouse and the pendulum

Avere l’opportunità di progettare tutti i sottosistemi dell’edificio che da lì in poi si occuperà ogni giorno nel proprio lavoro è senz’altro appagante. Molto più simile a quello che ho fatto per casa mia che a quello che negli anni mi è capitato di fare per i miei ex clienti quando ero un libero professionista. Inoltre, in quella particolare occasione è stato molto costruttivo il lavoro di squadra fatto con i colleghi per portare in produzione quei sottosistemi di cui abbiamo internamente competenza anche a livello di deployment fisico degli apparati e delle tecnologie. Di fatto tutta la parte di networking e building automation, fatta salva la posa dei cavi, è tutto sudore della nostra fronte.

Progetto UniUD

Non solo cyber security e infrastrutture. Come dimostrato, Marco si occupa in azienda di molti ambiti, ma in particolare ha potuto investire al 100% le sue conoscenze anche di ambito radiologico per il progetto avviato con l’Università degli Studi di Udine

Ho avuto modo in MOLO17 di realizzare qualcosa che avevo immaginato durante il mio percorso da tecnico di radiologia. Abbiamo avviato un progetto con UniUD che riguarda un sistema di simulazione 3D in grado di riprodurre l’esperienza che uno tecnico di radiologia ha durante un esame TC. Il nostro software, realizzato in collaborazione con alcuni dei miei ex docenti e relatori di tesi, consente di simulare l’intera procedura. Permette di simulare l’esperienza di un tecnico dall’accoglienza del paziente all’esecuzione dell’esame, con tutto il flusso di utilizzo di una macchina TC simulata. Il software è in grado di mostrare in tempo reale vere immagini radiologiche della tipologia dell’esame, gestione dell’iniettore remoto di mezzo di contrasto e tutti gli altri dettagli dell’esperienza, fino al congedo del paziente al termine della procedura. Un’esperienza quasi reale di grande valore che rappresenta un’innovazione per la formazione universitaria dei tecnici di radiologia. E chissà per quali ulteriori ambiti lo potrà essere!

Marco Cosatto oltre MOLO17

Che dire di Marco? I suoi interessi Marco sono moltissimi. Informatica, chimica, fisica, medicina, fotografia, arte… . Chi ne ha, più ne metta. 

Non credo di avere spazio in questa intervista per raccontare tutti i miei hobby e passioni. Spazio dalle materie umanistiche a quelle scientifiche. Non è raro che io passi del tempo scrivendo, tanto quanto tentando di riprodurre esperimenti di fisica. Le persone restano sorprese che si possa riprodurre l’esperimento delle due fenditure in casa.

Rete informatica domestica 

Partiamo magari raccontando l’hobby più vicino al suo ambito professionale.

Uno dei miei hobby è in realtà legato ad inventare e costruire nuove soluzioni per la mia vita domestica digitale. Lavorando nel mondo del networking, i prodotti ad uso domestico tendono ad infastidirmi in termini di affidabilità, sicurezza e flessibilità. Come progetto del weekend ricorrente mi dedico allo sviluppo e alla manutenzione della rete domestica. Realizzata con standard professionali di settore, è come fosse un vero e proprio ufficio. Al momento la backbone è fatta di 3 armadi di rete con relativi switch e dispositivi di network di fascia small business o superiore, due di questi armadi di rete sono di semplice diramazione di piano. Tutte le successive tecnologie domotiche / IoT implementate sono a loro volta appoggiate a questa backbone. Negli anni si sono venuti a creare diversi sottosistemi, dai citofoni / apriporta VoIP, fino a un sistema di filodiffusione multiroom per musica lossless. Tutto autocostruito con un peculiare mix di componenti che viaggiano da quelli tipici del mondo dei maker fino a quelli del mondo enterprise.

  • Home Network di Marco Cosatto
  • Audio players
  • Assemblamento Home Network di Marco Cosatto

Da questa sua passione è nata anche la rubrica Building home networks like a pro che potete seguire su questo blog.

Sport e… fotografia 

Ex cintura gialla di judo, sciatore e biker provetto, oggi nel tempo libero Marco pratica in particolare tiro con l’arco. Guardando attraverso un mirino diverso, Marco Cosatto ci svela anche di essere un apprezzato fotografo.

  • Marco Cosatto da giovane
  • Marco Cosatto tiro con l'arco
  • bersaglio di tiro con l'arco

La passione per la fotografia c’è sempre stata, grazie a mio padre che aveva una camera oscura. Lui si è sempre sviluppato e stampato le foto in casa, come nei film: con la luce rossa, gli acidi e le mollette. Soprattutto il bianco e nero, che richiede temperature meno elevate del colore. Io ho iniziato a fotografare con una macchina quasi giocattolo, una delle prime Polaroid, a 4 anni, circa quando ho imparato ad usare il computer. Quando ho avuto 6-7 mi hanno regalato una Nikkormat, del tutto manuale. 

  • Marco Cosatto da bambino
  • Marco Cosatto e la mitica Nikkormat
  • Marco Cosatto e la sua Nikon

Con gli anni ho sempre seguito mio padre nelle sue escursioni di street photograph e ho imparato da lui. In realtà quando ho terminato la laurea, ho iniziato a occuparmi di ritratti e mi sono appassionato alla fotografia da studio. Per un periodo ho anche collaborato con un amico, a fare delle foto nei dintorni nella versione dark dell’artista David LaChapelle. Il tutto è anche collegato alla mia laurea di tecnico di radiologia. Fondamentalmente un tubo radiogeno ha molto in comune con il flash di una macchina fotografica!

Marco Cosatto ha anche pubblicato un sito dedicato alla sua fotografia: https://marcocosatto.net/.

Marco Cosatto tra 5 anni

Il prossimo passo? Marco propone per la sua passione con la macchina fotografica di fare in futuro stock photography. Vorrebbe avere magari avere più tempo libero per dedicarsi di nuovo allo sport, che ha lasciato da un po’ di anni. Non si ferma mai: ad esempio, ha ripreso in mano i libri di giurisprudenza per conquistarsi un’altra laurea.  

Tra cinque anni sarò più vecchio. Cinque anni sono lunghi in ambito tecnologico, le nostre previsioni ora sono più di settore dell’azienda, che personali, che a loro volta diventano la netta conseguenza di quelle aziendali. Sono stato sempre un lupo solitario, penso che un giorno, magari sotto The Harbor, potrei inventare e costruire qualcosa di mio. Vedo solo lavoro al momento nel mio futuro. Potrei ad esempio, magari fare, una società di immagini stock! Ci penseremo.

Conclusione

Marco rivolge ringraziamenti a Daniele e ai colleghi di MOLO17 per avergli fatto vivere finalmente un’esperienza di lavoro in un team permanente e in ufficio. 

  • Marco Cosatto e Daniele Angeli CEO di MOLO17
  • Marco Cosatto con alcuni colleghi di MOLO17
  • Marco Cosatto di MOLO17


Chiudiamo dicendo noi una cosa a Marco: un grande grazie.