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La rubrica Human Code apre l’anno 2020 con il capitolo numero 10: Mattia Pettenuzzo, Software Engineer di MOLO17, è il protagonista di questa irriverente intervista. Ironico e sportivo, ma solo online, Mattia si racconta senza filtri. 

Mattia Pettenuzzo in una delle sale riunioni in MOLO17
Mattia Pettenuzzo – Ph. Marco Cosatto

Che strazio.

Esattamente così inizia l’intervista di Mattia. Come poi ci dimostrerà, si definisce fin da piccolo come una piccola peste. Veneto di nascita, friulano, come si vedrà, di adozione, vive in origine a Tombolo, in provincia di Padova.

Le origini

Sono nato il 10 giugno. Durante le elementari e le medie, la fine della scuola coincideva con il mio compleanno. Tutti i miei compagni festeggiavano la fine della scuola e non me. Ma di feste ne abbiamo fatte parecchie. Ho recuperato alla grande!

Dopo le medie, decide di studiare informatica all’ITT Barsanti di Castelfranco Veneto. 

Avevo le idee abbastanza chiare: passavo quasi tutto il mio tempo sul computer. I miei genitori mi hanno sempre ripreso per questo. Continuavano a ripetermi di dovermi staccare dal pc, ma alla fine è diventato pure il mio lavoro.

L’inizio dell’istituto tecnico, racconta Mattia Pettenuzzo, è stato un po’ duro.

La prima superiore studiavo molto, la scuola si è rivelata più difficile di quanto pensassi. In quell’anno sono stati bocciati tanti miei compagni di classe, ma io sono stato promosso. Il secondo anno, ahimè, sono stato bocciato per tre materie, ma è stata una mezza fortuna. Durante l’estate 2011 è passata la riforma Gelmini che ha stravolto l’insegnamento delle materie, anche nel mio istituto. Il programma di informatica è così cambiato drasticamente. Abbiamo avuto l’opportunità di apprendere nozioni di sistemistica, sviluppo Android e iOS, ore che nel vecchio piano formativo non erano previste. Queste materie mi hanno permesso di apprendere conoscenze di base, che mi hanno poi dato lo spunto per dare una direzione al mio futuro.
Il dopo è storia: pensavo di andare a lavorare, però non mi sentivo pronto. Alcuni miei compagni di classe sono andati all’università. Altri sono entrati subito nel mondo del lavoro ed io ero nel limbo.
Cosa fare?

ITS Kennedy – Corso Architetture e servizi Cloud

Mattia Pettenuzzo scarta subito l’idea di andare all’università, è lontana dal tecnicismo di cui ha bisogno. Usando una metafora, Mattia si sente come un meccanico: vuole sporcarsi le mani. E cosa scegliere poi? L’ITS Kennedy di Pordenone fa il caso suo.

Purtroppo, ero ammalato quando alcuni studenti dell’ITS sono venuti a parlare della loro esperienza a scuola. Di questa opportunità me ne hanno parlato i miei compagni di classe, mentre si discuteva di borse di studio. Alla fine dopo le superiori ho deciso di tentare. Per accedere al corso c’era una selezione, ho pensato che valeva la pena provarci.

Mattia supera la selezione senza problemi ed è ammesso al corso Architetture e Servizi Cloud all’ITS Kennedy. Nel 2016 inizia la sua avventura a Pordenone.Grazie alla borsa di studio per gli studenti fuori sede, dalla provincia di Padova si trasferisce nel pordenonese. Oltre il compenso monetario, Mattia usufruisce anche dell’alloggio universitario, vicino al Polo Universitario.

Nella casa dello studente ho conosciuto tutti i miei nuovi compagni di corso e ho ritrovato anche un vecchio compagno di informatica. È stata una bella esperienza. Il primo anno avevamo formato un bel gruppo, del quale ha fatto parte anche Mattia Fioraso. Dopo le lezioni, ci trovavamo assieme per studiare e divertirsi insieme. In quei due anni ne abbiamo combinate di tutti i colori!

Mattia Pettenuzzo al Workshop ITS con Daniele Angeli CEO di MOLO17
2016 – Workshop ITS con Daniele Angeli

Tanto divertimento, ma anche tanto studio durante questo periodo.

La praticità è l’aspetto che mi è piaciuto di più del corso. Tutte le lezioni erano pratiche e si andava molto nel dettaglio. Mi sono accorto di avere solo le basi dello sviluppo software, quando abbiamo trattato in classe, in una sola lezione di quattro ore, quasi tutto il programma svolto alle superiori. Il corso è stato molto impegnativo.

Gli stage

Durante questo periodo Mattia Pettenuzzo svolge due stage in azienda, l’ultimo fondamentale per la sua carriera. In Electrolux approfondisce meglio nuovi ambiti tecnologici: l’industria 4.0 e l’IoT.  

Ho fatto uno stage di tre mesi assieme ad un mio compagno di classe, tramite l’ITS, nel reparto produzione in Electrolux, nella sede di Porcia. Avevamo un progetto che era diviso in due parti: la creazione di una dashboard e un’interfaccia con i PLC di produzione, le linee produttive delle lavabiancheria che raccolgono tutte le informazioni automatiche dei macchinari e delle postazioni utenti. Quando arrivavano degli allarmi o degli errori dovevamo segnalarlo nella dashboard in simil-realtime, per permettere a chi la visualizzava dal pc di capire quale fosse il problema dato nella linea di produzione. Ci sono state tantissime sfide. La prima versione del software era stata sviluppata in tre mesi, dei quali solo il primo è stato di analisi e di abilitazione dati dei PLC. Raccolte queste informazioni, seguivano calcoli di statistica sull’andamento della linea. L’obiettivo era quello di monitorare l’andamento della linea. Il software è stato un successo.

Assunzione dopo lo stage

Finito lo stage, i dirigenti del reparto di produzione decidono di prolungare la collaborazione con Mattia Pettenuzzo e il suo collega di stage, per continuare lo sviluppo del software per altri sei mesi.

Con questo rinnovo di lavoro, Mattia trasloca da Pordenone ad Aviano, perché terminato l’anno scolastico, non poteva più alloggiare alla casa dello studente.

Il nuovo contratto a progetto è iniziato il giorno dopo della fine del corso, da luglio a dicembre 2017. Nel frattempo, ho anche lavorato ad un mini-progetto interno per la creazione di un protocollo di comunicazione tra il database e i sistemi integrati del PLC. Questa soluzione era utile ad identificare le schede madri dei lotti di lavatrici prodotte. Abbiamo implementato questo protocollo, che alla scansione del codice, svolta scannerizzando il codice barcode attraverso il barcode reader degli addetti, ti permetteva di verificare la correttezza delle schede madri collegate alle lavabiancheria. Questo progetto interno mi ha richiesto circa un mese ed è ancora in uso.

Terminato il contratto a progetto, Mattia Pettenuzzo cerca più stabilità. L’offerta che segue in Electrolux è di altri tre mesi e lui non accetta, per seguire altre vie.

Cercando annunci tramite i siti delle aziende della zona, incappa in quello di MOLO17, per la ricerca di uno sviluppatore web. Mattia allora decide di inviare il suo cv a Daniele Angeli, che conosce già, come docente durante un Workshop all’ITS. Viene chiamato poco dopo per un colloquio in azienda, che ha esito positivo.
Mattia entra così nell’equipaggio di MOLO17 da gennaio 2018.

L’arrivo di Mattia Pettenuzzo in MOLO17 

In MOLO17 Mattia vuole perseguire la passione per l’industria 4.0 e l’IoT per lo sviluppo completo di soluzioni a partire dai dati raccolti nell’Edge.

  • Mattia Pettenuzzo foto
  • Mattia Pettenuzzo e Matteo Granziera di MOLO17 in foto

I progetti

Ho iniziato su progetti che prevedevano manutenzione. Da febbraio 2018 è iniziato il progetto Galdi per il quale abbiamo sviluppato una dashboard web di visualizzazione dati.
Galdi costruisce notoriamente delle macchine che si occupano del confezionamento di liquidi alimentari. Attraverso dei dispositivi, forniti dal nostro partner Eurotech, abbiamo acquisito i dati delle macchine e li abbiamo resi visibili nella dashboard sviluppata. Il progetto è andato a buon fine ed è ancora in corso. Il cliente è rimasto soddisfatto, come noi tutti.

Progetto CoBi

Nel 2019 Mattia Pettenuzzo ha collaborato al progetto per un importante gruppo bancario, in particolare dalla parte di analisi fino alla fine della prima fase. In seguito, si è occupato della prima e della seconda fase del progetto CoBi con la collega Eleonora Berton, project manager in MOLO17.

CoBi è il nome in codice che si riferisce alla Società Cooperativa Bilanciai Campogalliano. Questa società, che lavora a livello internazionale, si occupa di pesature industriali per carichi di trasporto, che devono essere eseguite secondo normative legali. Il progetto prevede la realizzazione di una piattaforma IoT per la raccolta dei dati di pesatura. Questa piattaforma è dotata di una dashboard che consente di visualizzare metriche, errori, allarmi, informazioni delle macchine, come per Galdi. Nella seconda fase del progetto ci stiamo occupando della gestione degli utenti e dei devices. In generale ora stiamo trattando la parte di integrazione dati con il loro crm, in grado di automatizzare i processi per la creazione di un utente per la piattaforma e l’aggiunta e/o la rimozione di devices associati agli utenti dei loro clienti e rivenditori nel mondo.

Oggi Mattia Pettenuzzo sta seguendo ancora questo progetto, tutt’ora in corso.

Mattia Pettenuzzo oltre MOLO17

Mattia Pettenuzzo, alias Pette, vive ormai da quasi 5 anni nel pordenonese. Dopo l’affitto ad Aviano, per avvicinarsi alla sede di MOLO17 si è trasferito e vive in affitto a Fiume Veneto. Irriverente e con la battuta sempre pronta, è il creatore di meme per eccellenza del team. Alla cena aziendale è stato votato all’unanimità “Mister Simpatia MOLO17 2019”.

Mattia Pettenuzzo in MOLO17
2019 – Mattia in MOLO17

PRO Pulse Gaming

Mattia è il presidente della PRO Pulse Gaming, squadra di esports italiana, riconosciuta dall’ente GEC, l’Associazione Italiana per eccellenza nel settore dei giochi elettronici competitivi. Partiamo però dalla prima piattoforma online di simulazioni amatoriali.

Mattia e F1Line

È nato tutto alla casa dello studente, un mio compagno di corso. Lui mi ha fatto conoscere i giochi di simulazione automobilistica nel 2015, in particolare la piattaforma F1Line che gestiva. Nata nel 2014, la piattaforma ospitava diversi campionati amatoriali. Ho iniziato a collaborare con F1Line per lo sviluppo del loro sito. In seguito ho iniziato anche io a far parte di questo gruppo per gestire i piloti in gara e le dirette nel canale YouTube.

Nel 2017, nel giro di poco tempo il gruppo di F1Line diventa più numeroso.

Eravamo 60-70 piloti e bisognava gestire tre campionati contemporaneamente, oltre agli sviluppi del sito. Recentemente, dal campionato di novembre 2018, abbiamo avuto l’opportunità di ospitare nella nostra piattaforma un campionato ufficiale CONI. È stato il primo evento breve a 5 gare di F1Line. Il campionato è andato benissimo e i nostri piloti si sono fatti notare. Da qui è nata l’idea di sbarcare nel mondo degli esports con una vera e propria squadra. Il primo passo è stato quello di gestire e organizzare campionati per SimRacingZone, un altro portale italiano di simulazioni molto più conosciuto nel settore.

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2019 – Trailer F4 2019 Italian Championship

La nascita di PRO Pulse Gaming ASD

Da fine anno 2019 ad oggi ci sono stati ulteriori novità.

Ora siamo a capo del gruppo di piloti F1Line, organizziamo e gestiamo i campionati di SimRacingZone, che è diventato un nostro partner. Da qui in poi nasce l’associazione sportiva PRO Pulse Gaming ASD. Tutt’oggi gestiamo una vera e propria squadra di esports a livello nazionale che speriamo di portare alla ribalta internazionale.

Il canale YouTube di SimRacingZone vanta oltre 3 mila iscritti, il forum è invece seguito da più di 5 mila iscritti. All’anno gestiscono circa 15 campionati completi e una media di 5 special events al mese. I numeri parlano da soli. Il prossimo obiettivo?

Vogliamo ampliare il nostro pubblico su YouTube e organizzare quella che sarà la vera e propria squadra nazionale, ci saranno selezioni durissime.

Oltre a tutto questo, Mattia Pettenuzzo è anche cronista delle dirette e dopo lavoro è sempre collegato online con i suoi colleghi piloti, la comunità è molto attiva. Ma non solo su internet. Ogni anno vengono organizzati dei ritrovi in tutta Italia. Gli ultimi due sono stati a Monza per il campionato di F1 e a Roma per festeggiare il capodanno tutti assieme.

Mattia Pettenuzzo tra 5 anni

È dura capire cosa potrà succedere tra cinque anni. Sicuramente le cose che cambieranno saranno riguardo l’affitto. Il passo successivo sarà quello di avviare il mutuo per una casa, quando avrò conferma definitiva della stabilità lavorativa. Rimarrà anche da decidere il posto in cui stare. Nella mia testa c’è anche l’idea di lavorare da remoto, un’esperienza che ancora mi manca e che vorrei provare.

Conclusione

Mattia ringrazia infine tutti quelli che lo hanno seguito fino adesso e che lo hanno sopportato in questi anni. Grazie Pette anche da parte nostra!