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La rubrica Human Code è arrivata al suo settimo protagonista: questa è la volta di Mattia Zanchin, Software Analyst di MOLO17, classe ’94.

Come descrivere con due parole Mattia? Ironico e metodico, binomio alquanto antinomico, ma che descrive al meglio la sua personalità. Lo scoprirete presto in questo articolo.

Mattia Zanchin
Mattia Zanchin – Ph Marco Cosatto

Le origini

Ho studiato alle superiori al ITST Kennedy di Pordenone. Per il triennio di specialistica, ho pensato subito a queste due strade: informatica o meccanica. Ero ancora indeciso, quando una sera, parlando con i miei genitori, ricordo di aver detto questa frase in particolare: “Voglio far fare al computer quello che voglio”. Da qui ho capito che l’informatica era la “pista” giusta.

Programmare però non è da tutti ed è difficile. “Lo sanno tutti” dice Mattia, e alla fine prende il suo sudato e meritato diploma. Dopo lo scoglio però decide di concedersi una pausa dagli studi.

Non ne potevo più di studiare e mi sono detto: “Ok, fermiamoci un attimo”. In quel periodo in estate c’erano le iscrizioni per l’ITS che ho saltato.

La svolta

Durante l’estate, Mattia intanto comunque si dà da fare e aiuta i suoi parenti lavorando per un breve periodo in vigna.

Un giorno, mentre stavo tornando dal lavoro nei campi, nella vigna di mia zia, mia mamma aveva portato a casa un articolo di giornale che parlava dell’ITS. L’ho letto e, spinto anche dalle sue parole d’incoraggiamento, ho deciso di provare. A frequentare il corso biennale c’erano anche dei miei ex compagni di classe, che si erano iscritti nella sessione estiva che avevo saltato.

Corso TSAIM all’ITS Kennedy

Mattia decide così di iscriversi al corso biennale TSAIM – Tecnico superiore per le applicazioni integrate su dispositivi mobili, organizzato dall’ITS Kennedy, in coerenza con i suoi studi superiori.

Le superiori mi avevano dato un’infarinatura generale del mondo informatico, ho spaziato dall’ambito sistemistico (ad esempio la conoscenza delle reti), alle basi della programmazione (all’inizio del triennio studiavamo il C++); all’ultimo anno si studia anche come creare e operare con i database. Ho avuto dei professori preparati in merito, come la prof.ssa D’Apa e la prof.ssa Aprilis.
L’ITS l’ho scelto perché ero curioso, mi piaceva l’idea di conoscere come realizzare le app, gli smartphone erano un prodotto nuovo all’epoca. Proprio per questo ho pensato che fosse la mia strada, anche se poi oggi faccio tutt’altro.

Mattia continua:

Ho deciso così di mettermi in gioco e di tornare a studiare, ho passato la selezione e ho fatto i due anni di corso. Ho studiato la parte Android Mobile con Matteo Sist, il quale è arrivato qualche mese dopo l’inizio del corso. Matteo è sempre stato in gamba, lo dimostra tutt’ora.

Erasmus in Portogallo

L’ITS inoltre mi ha regalato una grande esperienza: ho potuto fare l’erasmus in Portogallo, facendo lo stage in un’azienda informatica di Aveiro.

2015 - Mattia ed alcuni amici durante l'Erasmus
2015 – Mattia ed alcuni amici durante l’Erasmus

Una volta terminati gli studi, verso la fine del 2015, Mattia svolge due esperienze lavorative. La prima, senza incontrarlo di persona, è comune a Damiano Giusti. Lavorano per la stessa azienda, senza sapere che sarebbero stati colleghi qualche anno più tardi.

1° app sviluppata

Durante la seconda esperienza lavorativa, ho sviluppato da solo la mia prima app Android. Questa applicazione era per un’azienda che si occupa di formazione professionale per le industrie metalmeccaniche, nello specifico di corsi in ambito Lean. L’app mostrava, nell’ambito dell’industria 4.0, alcuni dati delle postazioni nei diversi stadi di produzione di un operaio. In particolare, permetteva di avere a disposizione dati grafici e una gallery per vedere come effettuare le lavorazioni dei pezzi.  
È stata un’esperienza tosta perché ho lavorato da solo, non avevo mai realizzato un’app per un cliente. Ho avuto difficoltà a fare il preventivo all’azienda, perché avevo appena concluso gli studi ed ero proprio agli inizi. Non ne avevo mai fatto uno prima d’ora. Comunque, dopo prime valutazioni, la proposta di preventivo che ho presentato è stata subito accettata. Alla fine, è andata bene, super soddisfatto!

Arrivo in MOLO17

A settembre 2016 Mattia incontra MOLO17 e viene assunto qualche mese più tardi, a novembre.

2017 - MOLO17 Team
2017 – MOLO17 Team

Ho avuto l’opportunità di scegliere: o lavorare con l’azienda dove avevo sviluppato la mia prima applicazione Android o MOLO17. Dopo alcune riflessioni, ho scelto MOLO17.
Sono venuto a conoscenza di questa azienda grazie a Matteo Sist, tramite il gruppo WhatsApp dei miei ex compagni di corso. Matteo aveva scritto che c’era un’azienda di Zoppola che cercava dei programmatori.
Ho subito pensato: “Io sono di Castions di Zoppola, devo andare in zona industriale. Proviamo!”.
Ho inviato via mail il mio curriculum, ho fatto il primo colloquio con Daniele e un secondo, durante il quale mi hanno confermato. Ho iniziato così la mia carriera come sviluppatore Android.

Progetto Dubai

Mattia partecipa, lavorando in sede, al grosso progetto arabo, che vede coinvolto tutto il team di MOLO17.

Ho lavorato per l’applicazione messaggistica del progetto Dubai, stile Whatsapp. Dovevo occuparmi di fare i messaggi vocali. Per la sua realizzazione ho collaborato con Damiano Giusti e Francesco Furlan, devo ringraziarli perché mi hanno dato una grande mano. La consegna di questa parte del progetto è stata anche questa una grande soddisfazione. Realizzare qualcosa fatto con le proprie mani dà sempre grandi soddisfazioni!

Tutti pro o ci sono anche contro, in questa esperienza?

Il contro è tutto il lavoro che ci sta dietro: quando devi arrivare ad una meta, ma non sai come arrivarci per mancanza di conoscenze che devi ancora acquisire, devi trovare le soluzioni. La sfida più grande è il tempo: hai una data entro cui consegnare.
“E adesso come faccio?”, ecco questo è il pensiero comune del programmatore!

Mattia in MOLO17

Mattia ha svolto in MOLO17 due ruoli fondamentali: in primis è stato sviluppatore, ora Software Analyst. Inoltre, ho collaborato con Luca Salvadori, COO, e Mattia Pettenuzzo, Web Developer, per realizzare i processi interni aziendali per il supporto e la manutenzione dei software.  

Mattia, lo sviluppatore, ha fatto esperienza nell’ambito della programmazione Android, di cui sono contentissimo. Il secondo Mattia, il tester, ha soddisfazione nel controllare che le cose da consegnare siano state fatte correttamente, limitando il più possibile i difetti. Se un’azienda ha un reparto di controllo qualità, soprattutto in ambito informatico, vuol dire essere un passo avanti rispetto alla concorrenza. Il cliente vede che le cose vengono fatte correttamente e, se segnala poche anomalie, è sinonimo di aver sviluppato un prodotto di qualità.
Nel percorso di Software Analyst, ho cominciato a seguire l’assistenza software per un cliente, che inviava segnalazioni tramite una chat interna dedicata al supporto utente. Per questo progetto, non appena gli utenti riscontravano problematiche con l’app, ero uno dei primi a fornire il supporto necessario. Avendo curato tutti i test del prodotto, potevo rispondere al cliente per risolvere, in prima persona, il problema o scalare verso il team, spiegando l’anomalia rilevata.

Il sistema “Service Desk”

L’assistenza via chat è molto onerosa, perché è istantanea. Problema risolto grazie al collega Luca, che ha proposto un sistema chiamato Service Desk. Questo sistema è prezioso per gestire in termini di priorità e di tempistiche le segnalazioni dei Clienti. Con lui e Pettenuzzo abbiamo elaborato dei processi nel mondo della manutenzione: ad esempio un bug, per segnalare un difetto, un incident, per segnalare un malfunzionamento piuttosto grave o una Change Request, per richiedere una nuova funzionalità da sviluppare. Il sistema aiuta a raccogliere le varie richieste, che possiamo gestire con determinate tempistiche. All’epoca avevo osservato come internamente seguivamo la singola richiesta, azione che mi ha permesso di collaborare per strutturare questi processi. Ne è uscito un documento finale di molte pagine, che viene consegnato ai clienti e al nostro team interno, in modo tale che, quando c’è dell’assistenza da fornire, si seguano una determinata metodologia e tempistica.

Il Service Desk è quindi una modalità diversa e nuova per gestire, in modo sereno e organizzato, le richieste di supporto.

Ruolo di Mattia oggi

Mattia - Software Analyst
Mattia – Software Analyst

All’interno di MOLO17, oggi sono Software Analyst. Oltre il controllo qualità, questo ruolo ingloba attività di analisi per le funzionalità di un programma. L’analisi è utile per capire le varie funzionalità da sviluppare, per poi trasferire le informazioni ai programmatori. Tratto anche la redazione di user stories. In azienda, tra i diversi modi di realizzare un software, utilizziamo la metodologia Agile, che è una metodologia di sviluppo software che consente di effettuare i rilasci in modo graduale nel tempo. Il programmatore, per sapere cosa deve fare, ha bisogno di queste “storie” che descrivono le funzionalità da implementare. Ad esempio, se una schermata contiene due pulsanti, io devo redarre due user stories che vanno a descrivere cosa fanno quei due pulsanti.
Il mio non è un ruolo tecnico: lato tester vesto i panni del cliente finale, lato analisi capisco dal punto di vista funzionale che cosa dovrà fare il programma.

Ti piace di più questo ruolo?

Sono combattuto, passare da programmatore ad analista è stato un bel cambiamento, un po’ mi manca programmare.

Progetto attuale

Ora sto seguendo il progetto di un grosso gruppo bancario. Si tratta di un servizio che permette di avere agevolazioni per visite mediche specialistiche. È un progetto interessante perché, per il mio bagaglio personale, mi consente di apprendere nuove competenze, come il test del backend.. Non dico sia il cuore di un software, ma il backend svolge un compito importante:  invia i dati dalla user interface al contenitore dei dati veri e proprio, il database.
MOLO17 mi ha permesso di fare molta esperienza in vari ambiti in questi tre anni, devo ringraziare Daniele per questa esperienza.

Mattia oltre MOLO17

Mattia parla di sé così:

In questa intervista è uscito il Mattia che fa le battute e scherza con le persone per provare a farle sorridere, questa è una parte che mi caratterizza.

Lo sport

Oltre a questo, è un gran appassionato di sport.

  • Calcetto a 5

Ho giocato a basket dalla prima elementare fino al 2017. Lo scorso anno, con un gruppo di amici, ho provato l’esperienza del calcetto a 5.
Mi piace sia guardare sia praticare sport. Non mi piace sentire il corpo poco attivo, è una cosa che mi dà fastidio. Inoltre, mi piace guardare sia la formula 1 sia il motomondiale.

L’Udinese

Mattia predilige anche un altro sport che però vive da spettatore: il calcio. In particolare è un gran tifoso dell’Udinese.

Tifoso dell'Udinese Calcio
Tifoso dell’Udinese Calcio

Il calcio è uno sport che, come il basket, regala emozioni. Un tiro a giro da fuori area, un goal o un canestro vincente all’ultimo secondo, un sorpasso all’ultima curva, sono momenti di grande suspence e gioia (o dolori, se si perde) per uno sportivo. Andare allo stadio Friuli è ancora più bello: solo ascoltare l’inno prima della partita mi mette i brividi.     

Animazione e volontariato

Significative sono anche le esperienze vissute grazie al volontariato nel contesto della sua realtà cittadina.

2018 - Gruppo animatori, Tridis (PN)
2018 – Gruppo animatori, Tridis (PN)

Per il mio paese ho seguito e fatto parte di un gruppo di animatori che fa campeggi in montagna in estate, durante i quali svolgevamo diverse divertenti attività. Faccio volontariato anche per la sagra paesana, in cui mi cimento come cuoco e aiuto al chiosco. Quest’anno ho collaborato con Youbasket, un’associazione mediatica che parla del Basket pordenonese, in cui abbiamo raccolto i tornei estivi ed in generale gli eventi del Basket provinciale, con l’obiettivo di darne maggiore visibilità ed informazioni ad appassionati e giocatori. Quest’estate ho anche intervistato i compaesani che militano nelle alte categorie del proprio sport. In generale, mi piace aiutare il prossimo, mi rende felice.

  • 2019 - Mattia volontario alla sagra al Parco Burgos
  • 2019 - Sagra Parco Burgos con alcuni colleghi
  • Mattia intervista

Mattia è ironico, solare e metodico, come abbiamo già detto.

Preciso che, per l’esigenza di fare il tester, bisogna essere pignoli per forza. Mio nonno paterno faceva collaudi alla Savio. La nonna mi racconta che i prodotti, per essere perfetti, passavano anche per le sue mani. Questo racconto lo ricordo sempre, per me vale la stessa cosa. A distanza di quasi 60 anni, tutt’ora svolgo la sua stessa mansione. Se un prodotto passa dalle mie mani voglio che abbia quel tocco in più, non solo estetico, è necessario mostrarne la qualità. Sono metodico non solo nel lavoro, ma a tratti, anche nella mia vita. Quando faccio le cose, tendo ad essere preciso e pignolo perché le cose siano fatte bene. Così, se sono fatte bene, hai anche una certa soddisfazione. Le cose che fai così “tanto per fare”, si percepiscono.

Tra cinque anni

Posso uscire?

Mattia continua a scherzare.

Tra cinque anni mi aspetto di mantenere la stessa solarità di adesso. Spero di portare avanti questa capacità di far sorridere le persone, anche negli anni che verranno. Lavorativamente parlando, vorrei acquisire maggiori conoscenze ed esperienza nelle metodologie e nei processi. A fare la differenza in un’azienda, oltre a sviluppare prodotti di qualità, è far sì che le persone lavorino bene. Ad esempio, l’aver proposto assieme ad altri colleghi l’utilizzo interno del Service Desk, ha giovato nella gestione delle assistenze interne. Per questo mi piacerebbe avere più conoscenze dal punto di vista organizzativo. Lavorare è una cosa, ma lavorare bene è un’altra cosa ancora. Porta le persone a lavorare meglio e coinvolge anche esterni, perché anche altri vedono che qui si lavora in un ambiente organizzato. Fa la differenza.

Mattia Zanchin
Mattia Zanchin

Mattia continua a parlare di sé in terza persona, come se il suo futuro gli scorresse davanti gli occhi.

Vorrei un Mattia più atletico, sperando di trovare una squadra di basket dove giocare. Sennò la pancia aumenta e non va bene per niente! Scherzi a parte, in questi prossimi anni voglio mantenere viva la voglia di fare sport che mi caratterizza.

Mattia non si lascia sfuggire l’opportunità di ringraziare:

Ci tengo a ringraziare la mia famiglia e quel suggerimento di mia madre, gli amici e molte persone in MOLO17. Ringrazio Daniele Angeli per avermi dato la possibilità di lavorare qui. Tengo a ringraziare, oltre agli altri devs che nei vari progetti mi supportano nelle mie attività,  in particolar modo Damiano, Francesco Furlan e Mattia Fioraso, per avermi dato una mano negli aspetti tecnici. Sono persone competenti e disponibili. Inoltre ringrazio Luca Salvadori, la persona che mi ha permesso di aprire gli occhi nell’ambito organizzativo, e non solo, di un’azienda. Grazie a lui, son potuto crescere e maturare sotto diversi aspetti. . Vorrei citare questa frase di Luca, che mi piace molto: “Dallo svantaggio nasce il vantaggio. Dal vantaggio nasce lo svantaggio”. È veritiera, in azienda l’ho vista quanto nella vita. Quando sei nello svantaggio ti devi dare da fare per dare il meglio e recuperare, ma anche quando hai un vantaggio devi essere altrettanto bravo per mantenere questo status. Sennò ti siedi sugli allori. È una frase per una riflessione di vita a 360° che ho fatto mia.

Grazie per questa riflessione Mattia, ora è un po’ anche nostra.

Attendiamo dunque di svelare chi sarà il prossimo protagonista della rubrica di Human Code. Puoi trovare qui tutta la serie.

Chi sarà l’ottavo marinaio della ciurma?

To be continued 😉

A presto