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La curiosità è il motore che ha spinto verso il successo Matteo Sist, Mobile Tech Lead e specialista Couchbase di MOLO17.

Classe ’91, Matteo è tra i primi a far parte del team ed è anche l’amministratore della società MobileBridge.

Matteo Sist - Ph Marco Cosatto
Matteo Sist – Ph Marco Cosatto

Ho iniziato 5 anni fa, quando la società si chiamava AD Solutions ed eravamo nella vecchia sede. Quando ho iniziato con Daniele eravamo in tre: c’ero io, Daniele Angeli e un altro collega. Su questo incontro, ad ogni modo, c’è un piccolo aneddoto, che vale la pena raccontare.

Andiamo però un passo per volta e torniamo indietro di qualche anno.

Le origini

Ho scelto di fare il liceo scientifico al Don Bosco, dopo le scuole medie, perché nonostante mi fosse sempre piaciuta la tecnologia, non avevo ancora le idee ben chiare su quello che avrei fatto.

Matteo è uno studente un po’ pigro, anche se i professori vedono in lui forti potenzialità.

In matematica e fisica ero molto bravo, perché se una materia mi piaceva e mi prendeva, mi applicavo, altrimenti lasciavo correre. Nelle materie umanistiche infatti ero un disastro!

Ad ogni modo il percorso intrapreso gli consente di ottenere una buona preparazione scolastica, che gli permette di trovarsi molto bene all’inizio dell’università.

L’università

Dopo le superiori ho puntato subito alla facoltà di informatica: durante il liceo, ho chiarito quello che volevo fare in futuro, la programmazione è quello che mi ispirava veramente.
Questo interesse l’ho avuto da sempre: ho iniziato ad usare il computer a quattro anni, un vecchio Windows ’95 che aveva portato a casa mia madre dall’ufficio.
La tecnologia è una delle mie due passioni. Con gli anni mi è sembrato naturale proseguire per questa strada e nel 2011 mi sono iscritto ad informatica all’Università di Udine.

Matteo segue le lezioni per circa due anni, le aspettative però vengono deluse. Tanta matematica, tanta teoria, non fa per lui.

Mi aspettavo di iniziare a programmare e vedere aspetti approfonditi di informatica, invece ho studiato per quasi tutto il tempo matematica. Tra l’altro c’era poco di nuovo rispetto a quello che avevo fatto alle superiori. Quel poco di informatica che ho studiato, era solo teoria, però non mi prendeva abbastanza. A metà del secondo anno, non avendo stimoli, ho deciso di lasciare l’università.

La svolta

Per fortuna, dalla mia ragazza, ho saputo delle giornate di Punto di Incontro delle scuole alla Fiera di Pordenone, dove c’era anche una scuola per programmatori e sviluppatori di applicazioni mobile. Ho deciso di andarci: al massimo, ho pensato, avrei perso una mattinata per niente.
Tra gli stand, ho trovato invece il banchetto dell’ITS Kennedy e avevano un programma del corso biennale TSAIM (Tecnico superiore per le applicazioni integrate su dispositivi mobili). Leggendolo, mi sono detto: “Cavolo, fanno proprio quello che mi aspettavo facessero all’università!”.

Corso TSAIM all’ITS Kennedy

Dopo essersi informato un attimo, durante la fine dell’anno del 2013, con un po’ di ritardo, Matteo si iscrive e inizia il corso all’ITS Kennedy.

Il corso era improntato sulla pratica, essendo fatto e pensato per preparare gli studenti al lavoro. I docenti erano professionisti, non professori di ruolo ma sviluppatori, quindi quello che ti insegnavano era effettivamente quello che poi ho fatto in azienda. Durante questi due anni ho anche conosciuto Damiano Giusti, che ho poi ritrovato, qualche tempo dopo, in MOLO17.

Gli stage

Il corso prevedeva due stage: il primo l’ho fatto in un’azienda di Polcenigo, anche il secondo pensavo di svolgerlo lì, ma non è stato possibile. Ho fatto due colloqui con altre aziende, ma sono stati deludenti e non mi sono trovato bene.

Una sera però è arrivata la rivelazione:

Con un mio caro amico una sera sono andato ad un pub a Pordenone. Entriamo e lui inizia a parlare con una persona, io ero in disparte. Ad un certo punto mi dice: “Vieni che ti presento una persona. Sai Daniele, quello che ha aperto la sua azienda che fa applicazioni mobile…”.
Insomma, mi ha presentato Daniele Angeli. Guarda caso è venuto fuori che io cercavo un’azienda dove poter svolgere lo stage e lui cercava un collaboratore per la parte Android.

Stage in AD Solutions

Dopo quella sera Matteo e Daniele si scambiano i contatti e, si può dire, da quel momento non si sono più lasciati. Matteo intanto svolge lo stage all’AD Solutions, che si è appena trasferita nel 2014 a Zoppola, ma continua a collaborare nel tempo libero anche in seguito, in contemporanea con le lezione del corso. Subito dopo il diploma Matteo viene assunto a tempo pieno in azienda e così inizia ufficialmente la sua carriera professionale.

Settore Mobile

Perché ti sei specializzato nell’ambito mobile?

All’epoca gli smartphone mi ispiravano, sembravano qualcosa di nuovo, erano una novità cinque – sei anni fa. Ora li hanno tutti, ma allora no. Essendo una cosa informatica, nuova, con un buon sviluppo in futuro, ho deciso per questo ambito. Mi sono indirizzato verso l’Android perché l’ITS faceva principalmente corsi Android, iOS in modo solo marginale. Di quest’ultimo quello che ho imparato l’ho appreso con Daniele, che mi ha fatto da tutor per tutta la parte di programmazione iOS.

Couchbase

Couchbase
Logo Couchbase

Sono stato il primo, assieme a Daniele, a conoscere ed approfondire Couchbase. Couchbase è un database che ha un motore di sincronizzazione unico nel suo genere tra mobile e backend. 
Abbiamo fatto un’applicazione mobile, una to do list, che permettesse di sincronizzare i dati tra un Android e un iPhone. Ai tempi era una cosa davvero incredibile, nessuno ce l’aveva!

App Connection

Grazie a Couchbase, si aprono una marea di possibilità di utilizzo e iniziano le prime sperimentazioni sul campo. La prima tra tutte, una di quelle con più di successo, è l’applicazione creata per Connection.

Abbiamo iniziato ad approfondire Couchbase ancora di più, a capire come integrarlo su altri progetti. Alla fine, è stato uno degli sviluppi più promettenti. Una delle prime sperimentazioni di Couchbase lo abbiamo fatto con Connection, in quel periodo c’era l’esigenza di rifare l’applicazione mobile che avevano, perché non era stata aggiornata e ormai risultava datata.
Il primo progetto, vero e proprio, è stato proprio l’app di Connection, ed è stato anche uno dei primi utilizzi reali di Couchbase. Quest’anno è stata rifatta l’applicazione perché hanno fatto un cambio di gestionale, e quindi avevano la necessità sia di rinnovarla, sia per ristrutturarla per agganciarsi al nuovo gestionale. In questa applicazione ho potuto applicare tutte le competenze che ho acquisito in questi anni, se 4 anni fa ero molto soddisfatto di questa applicazione, oggi lo sono ancora di più!

2019 - Matteo con Daniele Angeli e Roberto Zuccaro al 20° anniversario di Connection
2019 – Matteo con Daniele Angeli e Roberto Zuccaro al 20° anniversario di Connection

La suite MobileBridge 

Grazie a questo progetto nasce una nuova idea, stella nascente di quello che sarà un nuovo inizio.

Dalle sperimentazioni, ho avuto un’intuizione per risolvere questo problema: ho un database che mi sincronizza tutti i dati tra i dispositivi mobile, i miei dati però non sono su Couchbase, sono su un SQL server, un database del gestionale. Come dunque portare i dati dal gestionale su Couchbase, facendoli comunicare tra loro? Da qui è nata l’idea di MobileBridge.
Dopo ricerche e studi, io e Daniele abbiamo sviluppato questa applicazione, in realtà erano due, una in lettura e una in scrittura. MobileBridge è un motore di sincronizzazione che fa comunicare due database, completamente diversi tra loro; prende i dati da un database, li converte e li riscrive per l’altro database.

Leads Collector

Leads Collector
Leads Collector

Da Couchbase quindi sono nati due grandi progetti: uno è MobileBridge, un applicativo lato server, il secondo è Leads Collector, progetto interno del 2015, che è stato pubblicato e poi venduto a livello internazionale.

Leads Collector è, per dirla in modo banale, un’applicazione per raccogliere contatti. Alla base c’è l’intuizione di creare un’applicazione per raccogliere i contatti, ad esempio durante le fiere, che si adattasse allo specifico utilizzo, per avere quindi anche specifiche informazioni grazie alla possibilità di customizzare il form di raccolta dati. Ogni cliente può personalizzare l’applicazione in modo da avere tutte le informazioni di interesse e che gli permettano di classificare il pubblico, per indagini di mercato in base al tipo di risposte, ad esempio. Questa applicazione utilizza Couchbase.
Con la versione business è possibile anche lavorare in team, per vedere i grafici di performance del team e conoscere anche chi raccoglie più contatti o il prodotto più venduto.
Leads Collector è stata pubblicata sullo Store e ha avuto un discreto successo. È stata scarica sempre da più persone e sempre più da clienti importanti, come Lego.

Arrivo “ufficiale” in MOLO17

Intanto è nata, a fine 2015, MOLO17 e Matteo partecipa anche al progetto Dubai. Tutta l’azienda si concentra in questo progetto, che lo vede tra i protagonisti principali.

Progetto Dubai

Ci sono solo pro per questo progetto. Già dall’inizio è considerato come una grandissima sfida, fino a quel momento avevo affrontato piccoli progetti, ma non avevo mai avuto l’occasione di lavorare per un progetto così importante e un team così grande di persone. In più, ho avuto la fortuna di poter andare a lavorare a Dubai e di lavorare vicino a professionisti che lavoravano in grandi aziende estere, che mi ha fatto crescere tantissimo. Il pro è stato senza dubbio la crescita. Nel giro di poco tempo, sia per me, sia per i miei colleghi (Daniele, Damiano, Francesco Furlan) abbiamo imparato tantissimo.

Matteo nel deserto di Dubai
Matteo nel deserto di Dubai

Progetto gruppo bancario europeo

Rientrati dal progetto Dubai, Matteo e il suo team hanno lavorato e stanno lavorando sul progetto di un grossissimo gruppo bancario europeo.

Abbiamo sviluppato una corporate chat per i dipendenti per comunicare tra loro: al progetto poi si è aggiunto lo sviluppo di un crm che abbiamo portato sul mobile, utile per consultare i dati anche al di fuori della sede di lavoro, in mobilità.

Corso Couchbase

Couchbase
Attestato Couchbase NoSQL Server Administration, 4-Day

La formazione continua: Matteo nel 2017 partecipa al corso Couchbase CS300 Couchbase NoSQL Server Administration, 4-Day. 4 giorni di corso dedicati alla parte di server administration. 

MobileBridge Srl

Logo MobileBridge
Logo MobileBridge

Nel 2018 nasce la società di MobileBridge. Come? Matteo lo racconta così:

Circa un anno e mezzo fa, uscendo a cena, Daniele mi ha proposto di prendere l’applicazione di MobileBridge, sviluppata insieme, e fondare un’azienda, diventando suo socio. Io ero sorpreso, è stata una proposta che non si vede tutti i giorni, e ho accettato. Per me era un orgoglio che il mio titolare mi dicesse, comunque dopo aver creato e sviluppato un prodotto assieme, di farne una società.

Dopo qualche mese, Matteo diventa l’amministratore delegato della neo MobileBridge Srl. Oggi la società si sta evolvendo: è un’azienda di prodotti, non più solo un’app.

Dall’idea del progetto di stage e le esigenze operative è nato un prodotto che poi si è evoluto in progetto di sviluppo, come prodotto di suite della società, che porta lo stesso nome dell’applicazione.

Tech Lead Mobile in MOLO17

Matteo in MOLO17
Matteo in MOLO17

Che ruolo hai assunto oggi in MOLO17?

Sono Tech Lead Mobile, ho iniziato come sviluppatore Android, sono cresciuto come figura di riferimento per tutto il team di sviluppo, per la gestione e scelte da adottare. Sono la persona che si occupa del mondo Mobile dell’azienda, anche perché ho le competenze in entrambe le piattaforme Android e iOS. Non decido cosa fare, sono una persona che raccoglie le esperienze di ciascun membro del team e le mette assieme. Anche quando si avvia un nuovo progetto, voglio che si scelgano insieme le proposte e strategie più adatte e utili per procedere. La mia figura è chiave in azienda, è una bella posizione perché mi dà la possibilità di poter svolgere ricerca e sviluppo e sperimentare, ma dall’altra parte è una bella responsabilità.

La scommessa su Kotlin

Un esempio fra tutti è la scommessa sull’adozione del neonato linguaggio Kotlin: io e Damiano abbiamo deciso di seguire un corso Kotlin in azienda tenuto da uno dei massimi esponenti al tempo residente in Francia. Allora vedevo già una grande potenzialità ed usabilità di questa tecnologia. Mi è piaciuto fin da subito il linguaggio, ho visto qualcosa di nuovo e diverso da Java. Lo ammetto, è stato un azzardo, una scommessa che è stata largamente ripagata però, perché ora usiamo Kotlin ovunque. Ci ha permesso di compiere un salto di qualità, anche per le performance.

Docente in ambito Mobile

Durante la sua carriera, Matteo ha ricoperto anche il ruolo di docente e ha tenuto diversi corsi in ambito Mobile. Dal 2016 ha seguito questi percorsi formativi:

  • Corso “SVILUPPARE APPLICAZIONI PER ANDROID” presso lo IAL (marzo 2016);
  • Corso base per lo sviluppo di applicazioni Android presso BuildingApp (maggio 2017);
  • Corso base per lo sviluppo di applicazioni Android presso Logika Software (febbraio 2017);
  • Corso “TECNICO SUPERIORE PER I METODI E LE TECNOLOGIE
    PER LO SVILUPPO DEI SISTEMI SOFTWARE
    ”, moduli “Project work” e “Gestione progettuali” presso ITS Kennedy (giugno-luglio 2019).

Oltre MOLO17

Matte Sist è curioso, molto curioso.

La curiosità mi ha dato la possibilità di essere dove sono. Sono paziente, anche se non sembra. Sono anche riservato, forse schivo. Mi definirei il classico motociclista solitario.

Matteo, in realtà, non ha due, ma ben tre passioni. Una, molto divertente, sono i dinosauri. Basti pensare che, come immagine di profilo di tutti i suoi account, da anni, ha un avatar di un T-Rex verde stilizzato.

T-Rex
T-Rex

È il mio avatar storico, ci sono affezionato. Da piccolo, e anche tuttora, i dinosauri sono una mia grande passione, come per tutti i bambini. Trovami un bambino che non è innamorato dei dinosauri.

Moto e motori

L’altra passione, oltre la tecnologia, sono i motori. Gli occhi gli brillano solo a nominare la parola moto.

Matteo e la sue passioni: moto e tecnologia
Matteo e la sua moto oggi

La passione mi è stata trasmessa da mio papà, da bambino guardavo le gare della F1 assieme a lui. Da piccolo sei affascinato dai motori, poi, quando diventi più grande il fascino diventa passione.

La prima – Fantic Caballero 50cc del 1972

Fantic Caballero 50cc del 1972

È iniziato tutto con la moto di mio papà, avevamo e abbiamo a casa un vecchio Caballero del ’72, è la sua moto da quando aveva 14 anni. Ai miei compagni di classe, quando avevano 14 anni gli veniva comprato il motorino, io invece ho preferito aspettare i 16 anni per prendere un 125. Nel frattempo, abbiamo restaurato in parte la moto di mio papà: l’abbiamo smontata, pulita e sistemata e ho imparato a guidare con questa. Correvo sui terreni dell’azienda agricola di famiglia e faceva un rumore assurdo, la moto era completamente elaborata, non potevo andare per strada. Ai tempi non esistevano neanche le targhe per i cinquantini. È una moto storica, oggi si potrebbe riutilizzare, ma dovrebbe essere restaurata di nuovo ed essere immatricolata.
Questa comunque è stata la mia prima moto, insieme al motorino di mia nonna.

La seconda – Husqvarna SM 125 del 2007

Husqvarna SM 125 del 2007
Husqvarna SM 125 del 2007

Arrivati i 16 anni, ho avuto la fortuna grazie ai miei genitori, di avere una moto più seria, una 125. Ho preso la patente prima che potevo: compio gli anni a gennaio, un mese dopo ce l’avevo in tasca.
Avere una moto è stata una liberazione, averla mi dava l’indipendenza, mi sentivo libero.

La terza – Aprilia Shiver 750 del 2009

Aprilia Shiver 750 del 2009
Aprilia Shiver 750 del 2009

A 18 anni Matteo prende la patente A2, sempre grazie ai suoi genitori, e acquista una Aprilia.

L’ho tenuta una decina d’anni, l’ho ceduta a mio fratello solo quest’anno.

La quarta – Yamaha WRF 250 del 2004

Usata, ma non da dimenticare, Matteo ha avuto anche una moto da cross. Si diverte a correre sullo sterrato e partecipa anche ad una gara amatoriale.

Il mio sogno è sempre stato quello di fare il pilota, ma ovviamente c’è lo 0,5% delle probabilità di diventarlo sul serio. Ad ogni modo sono riuscito a partecipare ad una gara amatoriale e, l’importante, non sono arrivato ultimo. Avevo la moto, il casco e mio fratello ad aiutarmi. La sfortuna è stata che ha piovuto la sera prima e c’era fango ovunque. La mia moto non era preparata. Il mio obiettivo era quindi quello di non farmi male e di non arrivare ultimo. Un successo allora in tutti e due i casi!

La moto dei sogni – Aprilia Tuono V4 Factory del 2018

Matteo e la sua Aprilia Tuono V4 Factory del 2018
Matteo e la sua Aprilia Tuono V4 Factory del 2018

Purtroppo, con i mille impegni, Matteo usa poco la moto oggi, o almeno non quanto vorrebbe. Se fosse per lui, mi confessa, che sarebbe sempre in moto.
Ora ne ha anche una nuova di zecca che lo attende:

Mi sono detto ora o mai più e mi sono comprato la moto dei miei sogni: una Aprilia Tuono V4 Factory del 2018. Quella che quando ero alle superiori mi potevo solo sognare, che ho desiderato tanto. Alla fine ho realizzato il mio sogno dell’adolescenza. 

Tra cinque anni

E tra 5 anni quindi come ti vedi?

Non lo so. L’idea che ho è che quando metterò famiglia voglio vendere la moto, perché oggettivamente è un pericolo. Magari tra cinque avrò una casa tutta mia, ora sono in affitto, un appartamento non fa per me. Non si sa mai, magari avrò un figlio.

A livello lavorativo vorrei continuare a crescere, sia a livello di esperienza, sia di ruolo, per quanto riguarda MOLO17. Per quanto riguarda MobileBridge, mi piacerebbe fosse come MOLO17 oggi, dopo quasi 5 anni. Tra cinque anni MOLO17 magari avrà 100 dipendenti, mentre MobileBridge ne avrà 20. Potrebbe essere un buon augurio.

Conclusione

Per terminare, Matteo rivolge un grazie particolare a queste persone importanti:

Ringrazio la mia famiglia perché mi ha fatto diventare quello che sono, mi ha dato dei valori che per me sono fondamentali. Grazie a Romina, la mia ragazza, il mio braccio destro, anzi la mia metà, che mi ha sempre sostenuto e supportato in tutti questi anni. Ringrazio anche Daniele, grazie a quell’incontro casuale al Metrò che mi ha aperto questa opportunità lavorativa.
Oggi sono soddisfatto del ruolo professionale che ricopro, faccio quello che mi piace. Poi vado anche a lavoro in moto, quando non piove. Meglio di così!

2019 - Premiazioni concorso interno MOLO17 Knowledge Route
2019 – Premiazioni concorso interno MOLO17 Knowledge Route

Grazie per l’ironia Matteo 🙂

Al prossimo articolo di Human Code. Chi sarà il settimo marinaio di MOLO17 ad essere intervistato?

Per leggere la serie clicca qui.

A presto