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Uno sguardo sempre attento ai dettagli, con una predisposizione per le logiche funzionali e tecnologiche. Il quarto capitolo di Human Code si apre con la storia di Francesco Furlan, Solutions Architect di MOLO17.

Seppur giovanissimo, la carriera di Francesco vanta progetti importanti, che gli hanno permesso di acquisire e affinare competenze ricercate e rilevanti nel settore.

Francesco Furlan
Francesco Furlan – Ph: Marco Cosatto

Le origini

Sono nato il 18 novembre 1997. Ho frequentato per un anno e mezzo, all’Istituto I.S.I.S. Paolo Sarpi di San Vito al Tagliamento, l’indirizzo tecnico economico. Ho cambiato rotta al secondo anno e sono passato all’ITIS Kennedy con l’obiettivo di approfondire il mondo dell’informatica. Ho sempre avuto questa passione, ma la consideravo come un hobby. Poi però ho capito che era la mia strada.

Il passaggio tra i due percorsi di studio non è stato semplice, racconta. Francesco però non demorde affatto e, con determinazione, recupera il passo dei suoi compagni di classe.

Non studiando disegno tecnico, fisica e chimica, mi mancavano le basi. Ad ogni modo sono riuscito a terminare il biennio per poi intraprendere l’indirizzo informatico nel triennio con successo. Durante quest’ultimo periodo ho avuto modo di collaborare all’interno di vari team per progetti personali e aziendali.

I corsi

Nel 2013 segue due corsi in particolare, dopo la scuola, che gli permettono di rafforzare le sue conoscenze del mondo mobile.

iOS H24 e Android H24 erano dei corsi, della durata di 24 ore, spezzati in vari giorni, in cui venivano spiegate le basi dello sviluppo mobile. Questi mi hanno permesso di acquisire una conoscenza base del mondo nativo mobile.

Spinto dall’interesse per lo sviluppo di applicazioni e grazie a un professore appassionato di informatica, Francesco ed alcuni amici di scuola, riescono a mettere in piedi i loro primi progetti nell’ambito.

Francesco Furlan e il compagni del Kennedy
Francesco e il suo gruppo di sviluppo

1° versione App di Idealservice

Durante la terza superiore, io e alcuni miei compagni abbiamo avviato un progetto con Idealservice: sviluppare da zero un’applicazione mobile nativa per le piattaforme Android ed iOS. Questa applicazione permetteva all’utente finale di verificare il servizio della raccolta rifiuti: aveva un calendario varie legende e ti ricordava giorno per giorno quali rifiuti esporre. Permetteva anche di fare delle segnalazioni, con foto e testo, per portare in evidenza all’ente eventuali problematiche riscontrate.

 App per iPapu

Dopo l’app di Idealservice si apre l’opportunità di creare un’applicazione anche per due protagonisti dello scenario teatrale del territorio locale e non solo.

Ho sviluppato anche un’applicazione per iPapu, il duo comico pordenonese. Questa app permetteva di verificare il calendario online degli spettacoli, la gallery e le infografiche del duo. 

Con questo progetto Francesco inizia a sviluppare anche dei servizi backend per esporre i dati alle applicazioni Mobile. In seguito svilupperà un mini back office, a disposizione dei comici, per gestire i contenuti e le notifiche per le applicazioni.

AppaDays iPapu Francesco Furlan
2013 – Presentazione all’AppDays di Pordenone dell’app iPapu

Questi progetti sono nati grazie all’entusiasmo e alla passione del nostro professore, Ivano Mazzarotto. Senza di lui questi progetti non sarebbero mai partiti!

2° versione App di Idealservice

Durante l’estate della quarta superiore, abbiamo svolto uno stage in Idealservice, dove abbiamo ripreso lo sviluppo di una seconda versione dell’applicazione. In questa versione abbiamo migliorato notevolmente alcune parti del codice, l’interfaccia grafica e abbiamo effettuato l’integrazione di alcuni web services esterni, per il recupero e la gestione dei dati. Questa esperienza ci ha permesso non solo di approfondire le nostre conoscenze tecniche ma anche di conoscere meglio il mondo del lavoro, grazie soprattutto al nostro tutor Alberto Dalla Francesca.

L’azienda virtuale “Loop” e il metodo Scrum

La curiosità e la voglia di mettersi in gioco è tanta, che nasce “Loop” e si scelgono nuove metodologie per operare:

Abbiamo così pensato di creare un’azienda virtuale, che abbiamo chiamato “Loop”, per aprirsi al mondo del lavoro e capire come funzionava.
Abbiamo quindi iniziato lo sviluppo della seconda versione dell’app di Idealservice con il Metodo Scrum, illustrato dal tutor aziendale. È una metodologia che permette di organizzare e condividere il lavoro con tutto il team di progetto ad intervalli di sprint. Solitamente uno sprint è formato da un arco temporale di due settimane, durante le quali ogni membro del team prende in carico dei task, li lavora e li porta a termine. Ogni task può assumere diversi stati, in generale, sono: to do, in progress, in rewiew e done.
Inizialmente tutti i task avranno uno stato to do. Quando un membro del team ne prende in carico uno ed inizia a lavorarlo questo assumo lo stato in progress. Terminata la lavorazione assume lo stato in rewiew, dove subisce alcuni controlli di revisione. Infine, una volta passata la revisione il task è completato, assumerà quindi lo stato done.

Azienda virtuale Loop
L’azienda virtuale “Loop”

“Il progetto dei progetti”

Dopo lo stage, con il gruppo dell’azienda virtuale, Francesco avvia un progetto a sé stante di Project Management. Lo chiamano “il progetto dei progetti”, un nome che ha molto da dire.

Era una piattaforma che permetteva di organizzare e mantenere allineati progetti e team relativi. L’idea di base era quella di fornire al PM una soluzione completa che permettesse la creazione, la gestione e il monitoraggio di uno o più progetti dall’inizio alla fine. Contemporaneamente permetteva di fornire ad ogni membro del team la possibilità di visionare e di gestire le proprie attività, collaborando con il resto del team.

Questo progetto ha dato modo a Francesco non solo di approfondire le proprie competenze in ambito web, ma soprattutto di iniziare ad apprendere più da vicino il mondo del Project Management. Ogni funzionalità della piattaforma era infatti preceduta dallo studio dello specifico argomento, con eventuali brainstorming di gruppo e documenti di analisi.

Ad oggi il “progetto dei progetti” è rimasto però in sospeso. La vita a volte divide, e l’azienda Loop, nata da un gruppetto di studenti del Kennedy, non esiste più. Ciascun membro del team ha preso una strada differente. Quello che è certo, è che è stata per loro un’esperienza fortificante, che ha creato una bella amicizia che dura tutt’ora.

Arrivo in MOLO17 

Come sei venuto a conoscenza di MOLO17?

“Ho sentito parlare di Daniele Angeli grazie al corso iOSh24, da lui ideato e organizzato. Ho conosciuto MOLO17 grazie ad un mio ex compagno di classe che, già durante il triennio, lavorava con Daniele in AD Solutions. Lo stesso, mi ha contattato, subito dopo il diploma nel 2016. Cercavano uno sviluppatore Android. Avevo già fatto altri colloqui e stavo per iniziare a collaborare con un’altra azienda, ma quando ho saputo di questa posizione aperta, sono andato dritto verso questa direzione. Ho fatto il colloquio e mi hanno preso in periodo di prova, nel settembre 2016. Ho iniziato con uno stage, al quale è seguito un apprendistato, terminato nel novembre 2018 con l’assunzione diretta.

Inizialmente Francesco è entrato come sviluppatore Android. Ha sviluppato poi skills nel settore web e Cloud ed infine nell’ambito IoT, lavorando in concreto su diversi progetti. Oggi sta assumendo un nuovo ruolo in azienda, grazie ai suoi meriti.

Il primo progetto

Sono entrato in azienda per lavorare ad un importante progetto che era in quel momento uno dei più ambiziosi sul quale si fosse cimentata MOLO17. Si trattava di un grosso cliente di Dubai, per la creazione di una applicazione di chat.
È stata una grande sfida, abbiamo lavorato come non mai per rispettare le scadenze stringenti. In un primo periodo sono partiti Daniele Angeli e Matteo Sist a Dubai. Nella seconda fase siamo partiti in quattro per tre settimane: io, Daniele, Matteo e Damiano Giusti. Questo è stato un viaggio di lavoro molto importante, che mi ha permesso di approfondire tantissimi argomenti. L’ambiente lavorativo negli Emirati era tutto un altro mondo, anche se c’era pressione, c’era un feeling da startup, ti sentivi parte di un team che stava creando un prodotto da zero. Si lavorava sodo tutti i giorni, con solo la mattina del sabato libero. Di positivo ci sono stati davvero molti aspetti, come quello di aver allacciato rapporti professionali anche con colleghi di aziende estere, rapporti che ci hanno fatto crescere professionalmente e che tutt’ora portiamo avanti.

E oggi qual è il tuo ruolo?

Ora mi sto occupando della parte analisi dei progetti, sia dal punto di vista funzionale, sia architetturale/tecnologico. Mi occupo anche della mediazione tra sviluppatori e la parte del business. Da Software Engineer, il mio ruolo si è evoluto in Solutions Architect, per dare una visione al progetto tecnologico e per risaltare i punti di vista funzionali e architetturali.

Francesco Furlan MOLO17
Francesco Furlan MOLO17

Oltre a MOLO17

Francesco si descrive come una persona creativa e determinata. Forse anche un po’ pioniere, perché gli piace esplorare e provare sempre cose nuove, tecnologie, pratiche e metodologie.
Non ha infatti smesso di frequentare corsi online e leggere libri per ampliare le proprie competenze.

Hobby

Mi piacciono i film d’azione, di fantascienza, d’avventura e psicologici. Mi piace la musica elettronica, anche se in realtà tutta la musica che dà energia. Sono per provare nuove esperienze e confrontarmi con diverse persone per avere punti di vista differenti.

Francesco Furlan e Daniele Angeli. 2017 - Sulle dune del deserto, Dubai.
2017 – Sulle dune del deserto con il CEO, Dubai

Tra 5 anni

Nel prossimo futuro Francesco vuole investire e migliorare sé stesso: vorrebbe lavorare sul proprio coinvolgimento emotivo.

Ad oggi riesco già a ridurre il mio coinvolgimento in gran parte delle situazioni. Mi piacerebbe migliorare questo aspetto, in modo da avere una visione più chiara e reagire di conseguenza in qualsiasi situazione.

Conclusione

Per terminare questa intervista, Francesco ha un pensiero particolare per chi lo ha seguito nel suo viaggio:

Ringrazio principalmente Damiano, il mio punto di riferimento sia come amico, sia a livello tecnico, come collega. Gran parte dei progressi, li ho fatti grazie a lui e insieme lui, soprattutto durante il progetto di Dubai, che abbiamo affrontato spalla a spalla. Un grazie anche a Daniele per l’opportunità che mi ha offerto. Ringrazio infine il Prof. Mazzarotto, Alberto Dalla Francesca e tutti coloro con i quali ho avuto il piacere di collaborare.

Premiazioni concorso interno MOLO17 Knowledge Route
2019 – Premiazioni concorso interno MOLO17 Knowledge Route

Chissà quali altri progetti attendono Francesco e MOLO17 in futuro! 🚀

Chi sarà il prossimo protagonista di Human Code?
Aspettando il nuovo articolo, puoi rileggere qui il terzo capitolo della rubrica.

A presto 😉